Per la Città di Campobasso

14/03/2019 16:33:58

Barbara Rinaldi

QUAL’È LA RAGION D’ESSERE DEL MOLISE E DEL SUO CAPOLUOGO?

…le indennità per gli abbuffini!
I Molisani sono come Mosé e la terra promessa; il Molise, è una splendida terra, ma non è
per noi, bensì solo per i “regionali” tripputi e scorreggionali e i percettori di lussuosi vitalizi
senza aver fatto un tubo per questa Terra sfortunata a causa Loro.
Campobasso è una città Europea; ma con questo sindaco e questa maggioranza è
divenuta Contado e sta perdendo anche il pedigree di capoluogo; figuriamoci sentirsi
europea, così come, invece, dovrebbe essere.
Oggi è in stato di degrado e si ritira di giorno in giorno, con cittadini avviliti e rassegnati al
peggio; è una Città non per i Campobassani, ma per i soli “amministratori comunali”, anche
questi ben pagati, che si arricchiscono prendendoci pure in giro, data la memoria corta di
chi li continua ad appoggiare.
Si può cambiare verso? …dipende solo da noi; stiamo attenti a non ricarderci.
Tiriamo fuori i nomi delle persone che lottano sui problemi e che solo loro sentono di poter
risolvere, perché li vivono da tempo, a cominciare dalla vessatoria tassazione comunale e
regionale.
In questi giorni il gioco elettorale si sposta sul Capoluogo, ove riecheggia la promessa
elettorale del sindaco uscente: “Vi restituisco la Città!”; ebbene a fine mandato ce la
restituisce in condizioni miserevoli a tal punto che neanche l’ultimo degli sfasci saprebbe
recuperarla.
Ci vorrebbe una Class Action per chiedere i danni a chi si è improvvisato sindaco, ben
sapendo che non era per lui e che si è attorniato da gente che bivacca sul Comune da anni,
immaginandosi statisti alla Totò.
Sono stati capaci di portare la Città giardino al dirupo sociale, sanitario e all’incuria diffusa,
nonostante la gogna delle tasse applicate al massimo livello ai poveri cittadini.
Hanno dimostrato rozza ignoranza nel cambiare nome a Piazza Savoia, omettendo di
affrontare il vero problema di quella Piazza, su cui affaccia un noto ex albergo, comprato a
peso d’oro dalla Regione e lasciato indecorosamente a marcire per appetiti di potere.
Poveri soldi nostri che, con la Regione, paghiamo affitti d’oro.
Chi chiamerà al rendiconto i responsabili? …i FORCONI.
Il degrado è evidente a tutti e il sindaco ne è il primo responsabile, avendo assunto
impegno di ridarci una Città migliore; ha fallito su tutta la linea che interessa i cittadini, i
commercianti e gli imprenditori, per cui è meglio che se ne torni a casa insieme a chi lo ha
coadiuvato in questi 5 anni.
Non illudiamoci, questa è gente che a casa non ci andrà mai, se non ce li mandiamo noi;
sono troppo allettati dalle indennità per il loro portafoglio, unico obiettivo di questi politicanti.
La loro politichetta è stata sempre quella di mantenere esagerate tasse, tariffe e tributi per
scialare nei loro capricci; invece, dovrebbero ringraziare chi ancora resta in questa Città.
Con un tasso di disoccupazione tra i più alti in Europa, un’economia in stato pietoso e
nessuna idea di futuro; la città di Campobasso e i suoi cittadini, ora hanno l’occasione per
pareggiare i conti con i professionisti oggi recidivi della truffa elettorale con promesse mai
mantenute.
La città è sull’orlo del baratro della gogna fiscale, nel mentre ci sguazzano i soliti che sanno
come prendere per i fondelli gli elettori.
Le strade sono percorsi di guerra (esclusa quella dove abita il sindaco, asfaltata da poco) e
i marciapiedi sono come mine antiuomo; ti fanno inciampare e ti rompono le caviglie.
Quando piove, sui marciapiedi ti fai la doccia al contrario e il sindaco dov’è? …dove
cammina?

Ogni giorno chiudono serrande che, per disperazione e vessazione fiscale, non riapriranno
per una città spopolata; chi va via, non lo dice neanche ai vicini, …semplicemente non li
vedi più.
Un capoluogo, sulla carta, impotente a tutto a causa degli azzeccagarbugli sul Comune, su
cui peserà il peccato mortale di una gestione ridicola e fallimentare, ma con un City
Manager che prende più di Trump e Putin messi insieme, per una Città che era votata a
ben altra prospettiva senza gli abbuffini.
Tutto dovrà pesare sulla coscienza di chi ci ha portato a tanta disperazione.
DA CITTA’ GIARDINO A DESERTO DEI TARTARI, dove manovrano ancora gli incapaci a
tutto, ma che ogni mese riscuotono le ovvie indennità immeritate.
La cultura è diventata un argomento superfluo e l’abbandono ha dissolto la bellezza della
Città.
Sono sempre i soliti del cerchietto intorno al sindaco che decidono cosa gli conviene di più,
ma che, sotto elezioni, li vedi mendicare il consenso approfittando del fatto che la gente è
smemorata o si vergogna di dirglielo in faccia che non è per loro amministrare; si, perché
se un amministratore è incapace il Comune è votato al fallimento, ma a rimetterci saranno
sempre i cittadini, anche quelli che li hanno votati e quelli che non hanno saputo reagire a
tanto pressappochismo gestionale.
Il Comune di Campobasso serve solo a Loro, cioè a chi riesce a sfruttarlo; ma Loro non
servono al Comune di Campobasso, quindi ai Campobassani.
Se non fosse per l’Università e per qualche azienda, accompagnata dalla di resistere voglia
dei privati, che nonostante tutto non recedono, Campobasso sarebbe già frazione di
qualche Comune vicino e nulla più.
In questi anni l’Amministrazione, come al solito, non è stata in grado di sfruttare i fondi
europei o di cogliere le opportunità che l’Ue, direttamente o per tramite, mette a
disposizione dei Comuni per la crescita e lo sviluppo.
La città ha bisogno di gestori che sentono i problemi, quelli veri che inducono a non
dormirci la notte; per questo è bene che ognuno di noi si impegni a dare il proprio apporto
per rimediare ai guasti in atto che Campobasso non merita e sta subendo, nostro malgrado.
Ricordatevi che gli abbuffini faranno sempre, e solo, il loro gioco; per cui, Noi, per legittima
difesa, dobbiamo fare il Nostro, che è quello della nostra Città.
Vogliamo che la tassazione sia calmierata ed annullata come negli anni sessanta, quando
non si pagava neanche l’acqua, figurarsi l’immondizia che, a suo tempo, gli spazzini
andavano a prendere negli appartamenti anche in cima al grattacielo, senza poter usare
l’ascensore e oggi, con questo sindaco, vediamo i vecchietti del borgo storico che, pur
pagando la Tassa sull’immondizia, scivolare sul ghiaccio con la busta dei pochi rifiuti da
versare come obolo differenziato, sotto lo sguardo indifferente di chi sta impalato a
guardare, facendo finta di fare un servizio che al riscontro “costi-benefici” è da bocciare.
Lo spreco idrico del Comune di Campobasso è biblico; è il più grosso d’Italia e il sindaco
dovrebbe essere chiamato a risponderne, visto che a pagare, per tale grave incuria, sono i
cittadini.
Ai Campobassani, chiediamo adesione a questo invito elettorale per impegnarci tutti,
preparando la lista FORCONI, con l’obiettivo primario della detassazione fiscale alle
persone e alle attività che non ce la fanno più a sopportare la gogna tributaria del Comune
e della Regione.